GAS RADON: CHIUDONO I PADIGLIONI DEL PARCO MONTIRONE DI ABANO TERME

La decisione è stata presa da parte degli uffici comunali dopo che dalle ispezioni effettuate sono emersi valori che superano, seppur di poco, la soglia di tolleranza

il gas radon nei luoghi di lavoro e di ristoro

Le Terme Euganee sono il più antico bacino termale d’Europa, i giardini del Montirone sono uno dei luoghi che meglio raccontano questa storia millenaria. E’ da qui, che ha inizio la storia di Abano come destinazione di turismo termale! Se all’epoca degli Antichi Veneti l’acqua calda che affiorava in superficie in tutto il territorio delle attuali terme di Abano e Montegrotto terme e oltre era visto esclusivamente come fenomeno naturale espressione del mondo divino è all’epoca dei Romani che al culto degli Dei si iniziò ad associare la cura ed il benessere che queste calde acque potevano apportare al corpo umano. L’intero territorio delle Terme Euganee erano noto come “Aquae patavinorum” (Acque dei padovani), del resto la zona dipendeva amministrativamente da Padova, e Aquae Patavinae è il nome di un importante progetto attivo da anni con l’obiettivo di gettare le basi per un futuro Parco archeologico delle Terme Euganee.

Ma le aree termali chiuse, possono essere soggette ad alte concentrazioni del gas radon, e la soglia oltre i 300 Bq/mc previste dalla normativa vigente nei luoghi aperti al pubblico e di lavoro (D.lgs 101/2020), obbliga gli esercenti a ridurre le concentrazioni, così gli uffici comunali hanno chiuso i padiglioni del parco Montirone di Abano terme dopo che dalle ispezioni effettuate sono emersi valori che superano, seppur di poco, la soglia di tolleranza.

L’Agenzia per la protezione dell’ambiente e l’Organizzazione mondiale della sanità, elencano il gas radon come la seconda causa principale di cancro ai polmoni. Infatti se inalato nei luoghi chiusi è particolarmente pericoloso. Negli Stati Uniti, l’EPA sostiene che nessun livello di esposizione al radon è privo di rischi, osservando che è responsabile di circa 21 000 decessi per cancro ai polmoni ogni anno. L’agenzia raccomanda che le case e i luoghi di lavoro, attività commerciali, scuole, ecc con livelli di radon di 150 Becquerel (decadimenti radioattivi al secondo) per metro cubo o più dovrebbero avere un sistema edilizio per la riduzione del radon.

Il radon viene rilasciato dal decadimento radioattivo dell’uranio, che si trova nelle rocce e nel suolo. Una volta rilasciato, entra nell’atmosfera e non può essere rilevato dai sensi umani. Il radon è noto per essere tra le cause di morte per il cancro del polmone. Nonostante il fatto che il problema sia noto da molti decenni in paesi come la Svezia, gli Stati Uniti e altri in cui sono già state prese decisioni importanti, in Italia il Decreto Legislativo che impone il monitoraggio negli edifici è recente e fissa la concentrazione massima in 300 Bq/mc.

Le terme in passato sono state indicate anche proprio per la ricchezza di radon anche per delle specifiche cure.

È possibile dire che piccole dosi di radiazioni hanno un effetto benefico sull’uomo?

Gli scienziati continuano a interrogarsi su questi ed altri quesiti e probabilmente in futuro avremo una risposta. Nel frattempo, alle terme ci andiamo per rinvigorirci e curarci. Le acque ‘terrestri’, provenienti dal sottosuolo, presentano concentrazioni di Radon variabili a seconda del percorso e delle caratteristiche dei materiali attraversati. In un recente studio sulle diverse acque sorgive dell’Appennino generalmente anche i locali meno aerati sono soggetti a levate concentrazioni. L’utilizzo delle acque ‘terrestri’ contribuisce limitatamente alla concentrazione di attività del Radon nell’aria, all’interno di edifici e di abitazioni. Diversa è la situazione degli stabilimenti termali, dove vengono a stazionare in luoghi chiusi notevoli quantità di acque ‘terrestri’ per tempi lunghi e con la superficie a diretto contatto dell’aria nell’ambiente, nei quali sono stati rilevati valori della concentrazione di attività del Radon in cabine, bagni e locali accessori spesso superiori a 3000 Bq/m3 e in qualche caso superiori a 6000 Bq/m. È preferibile non immergersi in acqua termale in situazioni di grave deperimento delle difese immunitarie (quali malignomi durante chemio o radioterapie), in caso di infezioni acute e gravi insufficienze cardio-circolatorie, renali o epatiche, nonché gravi affezioni vascolari (flebiti acute, trombosi, ecc.). Le attività svolte in stabilimenti termali sono suscettibili di esporre sia la popolazione sia il personale a inalazione di gas radon. Il gas radon tende a concentrarsi negli ambienti sotterranei o con scarsa circolazione d’aria e nel caso delle terme è veicolato prevalentemente dall’acqua.  La riduzione della sorgente, mediante filtrazione, degassaggio o deposito a seconda della tipologia di acqua e il controllo dell’atmosfera sono gli strumenti sui quali è possibile agire per contenere entro i limiti accettabili l’esposizione del personale e della popolazione (azioni di rimedio). Inoltre deve essere  rispettata la normativa di cui agli articoli 16-17-18 del D.Lgs. 101/2020.

Puoi contattare un tecnico specializzato: la legge ha stabilito che possono agire i geometri architetti e ingegneri iscritti all’albo che siano in possesso di un apposito attestato di qualifica conseguito dopo la partecipazione ad un corso universitario dedicato di 60 ore. (Chiedi sempre che il tecnico esibisca il suo attestato, per evitare eventuali truffe). Per contattarne uno clicca qui

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