PERICOLO GAS RADON NELLE SCUOLE: TUTELIAMO LA SALUTE DEI RAGAZZI

Il radon se inalato all’interno dei luoghi chiusi causa il cancro del polmone.

Il gas radon è un grave problema per la salute. E’ necessario verificare se è all’interno delle scuole è presente in concentrazioni superiori ai 300 Bq/m3. Responsabilità in capo ai Dirigenti Scolastici

Il gas radon è classificato, come la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di tabacco e rappresenta la prima causa per i non fumatori. La normativa generale per la tutela della salute dei lavoratori dai rischi in ambito lavorativo (D.lgs. 81/08 e s.m.i.) prevede che il datore di lavoro, nelle scuole i Dirigente Scolastico metta in atto misure volte a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, tra i quali è inserito anche il corpo docenti, collaboratori e di segreteria e, nel caso delle radiazioni ionizzanti, adempiendo a quanto previsto dalla normativa specifica.

Punti fondamentali della legislazione inerente la tutela dall’esposizione al radon nei luoghi di lavoro sono la misura della concentrazione ambientale del gas negli ambienti lavorativi e, nel caso di riscontro di valori tali da costituire un rischio, la messa in atto di interventi di bonifica dei locali.

Il Radon si sprigiona dal suolo e si può diffondere nell’aria delle abitazioni, dei luoghi di lavoro r nelle scuole, liberandosi da aperture, fessure o microfratture delle fondamenta. L’edificio intrappola il gas radioattivo, ne limita la
dispersione in atmosfera, e per questo motivo la sua concentrazione aumenta.

Il Radon è pericoloso per inalazione: tanto maggiore è la sua concentrazione nell’aria tanto più alta è la possibilità di
sviluppare un tumore in seguito all’esposizione delle cellule dell’apparato respiratorio alle radiazioni sprigionate nel corso del decadimento radioattivo. Il Radon, ma anche le sostanze che possono provenire dal suo decadimento, possono emettere nel tempo particelle che, se inalate, si depositano nei polmoni, provocando un irraggiamento energetico che danneggia le cellule epiteliali. Al verificarsi di questa situazione aumenta il rischio di contrarre un tumore polmonare.

È importante sottolineare che, una volta accertato il rischio da radon mediante opportune misurazioni, nella maggior parte dei casi le azioni di bonifica sono efficaci, non invasive e poco costose.

La scuola, per sua natura e missione al limite tra ambiente di lavoro e spazio abitativo, rappresenta un luogo di particolare attenzione da tutelare dal “rischio da radon”, data la presenza di bambini o ragazzi che vi trascorrono un
gran numero di ore. È importante garantire che la scuola sia un ambiente sano per il fisico e la mente. Allo stato attuale questa garanzia ci è data dall’applicazione sia dei lavoratori, nel nostro caso il personale docente e non docente, sia delle persone del pubblico (popolazione scolastica).

Ai sensi del D.lgs. 110/2020, i dirigenti scolastici si devono prodigare a far misurare la concentrazione di Radon in aria negli ambienti lavorativi considerati a rischio, avendo come riferimento il valore di 300 Bq/m3. Tale livello è detto “livello di azione” ed è inteso come concentrazione media annua. Qualora si osservi il superamento del livello di azione (300 Bq/m3), occorre stabilire misure di prevenzione (azione di bonifica degli ambienti) e/o misure di protezione dei lavoratori. Se la concentrazione è superiore a 300 Bq/m3 gli obblighi del dirigente scolastico sono tassativi, in quanto non sono applicabili le deroghe previste dalla norma stessa.

Per gli interventi di risanamento, laddove le concentrazioni superino i 300 Bq/m3, la normativa in materia prevede che sia un geometra, ingegnere o architetto iscritto all’Albo professionale ad agire con azioni di mitigazione; questo tecnico deve essere in possesso di un attestato di qualifica conseguito a seguito di un corso di formazione universitario dedicato organizzato da enti, associazioni, ecc, di 60 ore.

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