COME PROTEGGERSI DAL GAS RADON NEGLI AMBIENTI CHIUSI

In molti ignorano questi semplici gesti che potrebbero ridurre il rischio di tumore al polmone

Come proteggersi dal gas Radon

Tutti sanno che fumare è la prima causa di tumore al polmone. Ma un fatto meno conosciuto è che la seconda causa è il gas radon, una sostanza che si nasconde nelle case. Fortunatamente, esistono modi per proteggersi, ma in molti ignorano questi semplici gesti che potrebbero ridurre il rischio di tumore al polmone. Vediamo dunque cosa consigliano gli esperti dell’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione E la Sicurezza del Lavoro).

Cos’è il radon e perché è pericoloso

Il gas radon passa inosservato: è infatti del tutto incolore, inodore e insapore. Questo lo rende più pericoloso. Infatti, è possibile che si nasconda in casa senza che gli abitanti se ne rendano conto. Questo gas viene emesso naturalmente dal suolo, ma tende ad accumularsi negli ambienti chiusi, come case e appartamenti. Sono particolarmente a rischio gli edifici costruiti su terreni vulcanici o molto permeabili, oppure le costruzioni in tufo, pozzolane e graniti. Oltre al tipo di edificio, però, contano anche il grado di ventilazione e il livello dell’appartamento: cantine, seminterrati e il piano terra possono presentare concentrazioni di radon più elevate.

Ma perché bisognerebbe preoccuparsi di questo gas? Il motivo è che il radon è una sostanza cancerogena. Si tratta addirittura della seconda causa di morte per cancro al polmone, dopo il fumo di tabacco. Peraltro, radon e sigarette non vanno proprio d’accordo: per chi già fuma, l’esposizione al radon è fino a 25 volte più pericolosa che per i non fumatori.

Il gesto più semplice per allontanare il cancro è dunque smettere di fumare. Ma quali altre strategie si possono adottare per proteggersi dal gas radon?

In molti ignorano questi semplici gesti che potrebbero ridurre il rischio di tumore al polmone

Per proteggersi dall’esposizione al radon, bisogna innanzitutto informarsi e capire se la propria zona e la propria abitazione sono a rischio. Lo si può fare contattando l’ARPA: in ogni Regione c’è una struttura dedicata proprio al radon.

In secondo luogo si può misurare la concentrazione di radon nella propria casa. Per farlo si può usare un dosimetro passivo, che è di piccole dimensioni e non deve essere connesso alla rete elettrica. La misurazione, però, richiede tempo: può impiegare fino a un anno.

Infine, si possono adottare soluzioni per ridurre la concentrazione di radon negli ambienti domestici. Un rimedio temporaneo, ma comunque consigliato, è davvero semplice: si tratta di areare bene gli ambienti, aprendo spesso le finestre.

Per una soluzione più definitiva, però, occorre contattare un esperto di risanamento del radon (geometra, ingegnere, architetto iscritto all’Albo professionale in possesso di un attestato di qualifica conseguito dopo aver frequentato un Corso di formazione di 60 ore).

Alcuni interventi che riducono la concentrazione del gas cancerogeno sono:

  • sigillare gli ingressi;
  • migliorare la ventilazione della cantina;
  • aspirare l’aria dai pavimenti grazie a un’intercapedine o una canalina;
  • aspirare il radon dal sottosuolo con un pozzetto.

Tratto da Proiezioni di Borsa

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