IN GAZZETTA UFFICIALE LE AREE PRIORITARIE PER IL GAS RADON IN LIGURIA

La Regione Liguria ha individuato le aree prioritarie a rischio Radon con la Delibera di Giunta n. 58 del 19 febbraio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

La Regione Liguria ha individuato le aree prioritarie a rischio Radon con la Delibera di Giunta n. 58 del 19 febbraio 2026, pubblicata in Gazzetta n. 51 del 3 marzo 2026. Si tratta di un passaggio fondamentale previsto dall’art. 11 del D.Lgs. 101/2020 e smi, che impone alle Regioni di mappare le zone in cui si stima che almeno il 15% degli edifici superi il livello di riferimento di 300 Bq/m³.

Questa individuazione ha un impatto diretto su professionisti, amministrazioni, datori di lavoro e cittadini, perché attiva obblighi di misurazione e strategie di prevenzione.

Perché la Liguria è una regione sensibile al rischio Radon

La Liguria presenta caratteristiche geologiche e urbanistiche che favoriscono l’accumulo di Radon in alcuni territori:

  • presenza di rocce ricche di uranio nell’entroterra savonese
  • edifici storici con fondazioni a diretto contatto con il suolo
  • aree vallive con scarsa ventilazione naturale
  • urbanizzazioni dense e spesso costruite su terreni di riporto

Questi fattori rendono essenziale una mappatura accurata e interventi mirati.

I Comuni liguri classificati come “aree prioritarie”

La Regione Liguria ha individuato 16 Comuni, tutti in provincia di Savona, dove la probabilità di superamento del livello di riferimento è significativa.

Elenco dei Comuni in area prioritaria (SV)

  • Bergeggi
  • Bormida
  • Calizzano
  • Giustenice
  • Magliolo
  • Mallare
  • Millesimo
  • Murialdo
  • Orco Feglino
  • Osiglia
  • Quiliano
  • Rialto
  • Tovo San Giacomo
  • Vado Ligure
  • Vezzi Portio
  • Zuccarello

Questi territori dovranno essere oggetto di monitoraggi sistematici e di azioni di mitigazione nei casi di superamento dei limiti.

Cosa cambia per i luoghi di lavoro

Secondo il D.Lgs. 101/2020 e smi, nelle aree prioritarie i datori di lavoro devono effettuare le misurazioni entro 18 mesi dall’individuazione delle zone.

Le misurazioni sono obbligatorie per:

  • luoghi di lavoro sotterranei
  • luoghi di lavoro al piano terra o seminterrati
  • stabilimenti termali
  • attività individuate nel Piano Nazionale Radon

La misurazione deve durare 12 mesi, con dosimetri passivi.

Implicazioni per i cittadini e per il patrimonio edilizio

L’individuazione delle aree prioritarie non significa che tutti gli edifici siano a rischio, ma che la probabilità statistica è più elevata. Per i cittadini questo comporta:

  • maggiore attenzione nelle compravendite immobiliari
  • necessità di misurazioni
  • opportunità di interventi di ventilazione e risanamento a basso costo

Per i Comuni, invece, si apre la possibilità di:

  • accedere a fondi nazionali e regionali per la mitigazione
  • integrare il rischio Radon negli strumenti urbanistici
  • avviare campagne informative sul territorio

Perché questa mappatura è un passo decisivo

La Liguria, con questa delibera, si allinea alle Regioni più avanzate nella gestione del rischio Radon. L’individuazione delle aree prioritarie permette:

  • prevenzione sanitaria basata su dati oggettivi
  • pianificazione urbanistica più sicura
  • tutela dei lavoratori
  • valorizzazione del patrimonio edilizio attraverso interventi mirati

È un tassello fondamentale per una strategia regionale di edificio salubre, coerente con le direttive europee e con il Piano Nazionale Radon.

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