
il gas radon – (©)tutti i diritti riservati Associazione Nazionale Donne Geometra – Esperti Edificio Salubre – Gas Radon
Negli ultimi anni il tema della sostenibilità edilizia è diventato centrale nelle politiche ambientali e sanitarie. Non si tratta più soltanto di ridurre l’impatto delle costruzioni sul territorio, ma di garantire edifici che siano al tempo stesso efficienti, sicuri e salubri per chi li abita. In questo contesto si inseriscono i Criteri Ambientali Minimi (CAM), strumenti normativi che fissano regole precise per gli appalti pubblici e che, dal 2026, introducono un approccio ancora più rigoroso e integrato.
Tra le novità più rilevanti spicca l’attenzione al gas radon, un nemico invisibile che può infiltrarsi negli ambienti chiusi e rappresentare un serio rischio per la salute. La sua gestione non è più un aspetto da affrontare solo in fase di manutenzione o monitoraggio: i CAM 2025–2026 impongono di considerarlo già in fase di progettazione e costruzione, rendendo la prevenzione parte integrante del processo edilizio.
Questa evoluzione normativa segna un vero e proprio cambio di paradigma: l’edilizia pubblica non è chiamata soltanto a rispettare criteri ambientali ed energetici, ma deve anche garantire la qualità dell’aria indoor e la protezione dalle sostanze nocive. In altre parole, la sostenibilità si fonde con la salute, e la progettazione diventa il punto di partenza per edifici più sicuri, resilienti e in linea con gli standard europei.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 3 dicembre 2025 del Decreto 24 novembre 2025, i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) 2026 prevedono anche la prevenzione e riduzione della concentrazione di gas radon negli edifici. La gestione del rischio radon negli edifici pubblici non è più relegata alla fase di esercizio, ma diventa un requisito da affrontare già in progettazione e in gara. Il decreto sposta quindi la responsabilità sui progettisti, imponendo strategie e soluzioni anti-radon integrate nei documenti di progetto e di appalto.
Il criterio radon dei CAM 2025 si applica obbligatoriamente a:
- nuove costruzioni;
- ristrutturazioni urbanistiche ed edilizie;
- demolizioni e ricostruzioni;
- interventi di restauro e risanamento conservativo;
- manutenzioni straordinarie che coinvolgano locali a contatto con il terreno.
Misure richieste
I progettisti devono documentare nella Relazione CAM di progetto le soluzioni adottate per contenere il radon, come:
- membrane “anti-radon” sotto le fondazioni;
- sistemi di ventilazione mirati a regolare i differenziali di pressione;
- predisposizioni impiantistiche coordinate con l’efficientamento energetico.
In caso di mancata applicazione, è necessaria una giustificazione tecnica documentata. Per i progetti in BIM, il modello deve includere informazioni sui componenti utilizzati per la mitigazione e la manutenzione futura.
Limiti e verifiche
- Valore obiettivo CAM: 200 Bq/m³ come concentrazione media annua, più severo rispetto ai 300 Bq/m³ ammessi dal D.Lgs. 101/2020 per edifici esistenti e luoghi di lavoro.
- Misurazioni finali: obbligo di verificare la concentrazione a fine lavori tramite servizi di dosimetria accreditati.
- Programma di monitoraggio: da allegare al Piano di manutenzione, con misurazioni periodiche e relazione tecnica conforme al D.Lgs. 101/2020.
Differenze rispetto al D.Lgs. 101/2020
| Aspetto | CAM 2025 | D.Lgs. 101/2020 |
|---|---|---|
| Valore di riferimento | 200 Bq/m³ (uniforme) | 200 Bq/m³ nuove abitazioni, 300 Bq/m³ esistenti e luoghi di lavoro |
| Applicazione | Sempre, indipendentemente dalle aree prioritarie | Solo nelle aree prioritarie individuate |
| Verifica | Misurazioni obbligatorie a fine lavori | Misurazioni in esercizio, su luoghi di lavoro e abitazioni |
| Approccio | Preventivo e progettuale | Operativo e gestionale |
Riferimenti tecnici
I CAM 2025 richiamano:
- PNAR 2023–2032 (Piano Nazionale d’Azione per il Radon);
- UNI ISO 11665-8 per le indagini negli edifici;
In sintesi, i CAM 2025 rendono la prevenzione del radon un obbligo progettuale generalizzato, più severo e verificabile rispetto alla normativa di base. Per i progettisti e le stazioni appaltanti significa integrare soluzioni anti-radon fin dall’inizio, garantendo edifici pubblici più sicuri e salubri.ede, ma che si sente nel tempo.
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