ANALISI DEL RISCHIO RADON NEI COLLI EUGANEI

Nel contesto geologico dei Colli Euganei, la presenza di radon – gas nobile radioattivo di origine naturale – rappresenta una criticità ambientale e sanitaria di crescente rilevanza. Il radon è generato dal decadimento radioattivo dell’uranio e del radio presenti nel sottosuolo, e può infiltrarsi negli edifici attraverso fessure, porosità dei materiali da costruzione e impianti non sigillati, accumulandosi in ambienti chiusi, soprattutto nei locali seminterrati e a piano terra.

Dati epidemiologici e geologici

Secondo il report tecnico dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV), approvato dalla Regione Veneto, i comuni di Vo’, Cinto Euganeo e Torreglia risultano tra i più esposti al rischio radon nell’area dei Colli Euganei. In queste località, oltre il 15% degli edifici monitorati presenta concentrazioni di radon superiori alla soglia di riferimento stabilita dalle normative europee e nazionali, pari a 300 Bq/m³, come indicato dal D.Lgs. 101/2020 in recepimento della Direttiva Euratom 2013/59.

Interventi di mitigazione e informazione

In risposta a tale evidenza, le amministrazioni comunali interessate, in collaborazione con l’Unità Operativa Spisal dell’Azienda ULSS 6 Euganea, hanno avviato una campagna di sensibilizzazione per la popolazione sui rischi correlati all’esposizione cronica al radon finalizzata anche all’adozione di misure tecniche di mitigazione, sia in fase di progettazione edilizia che di ristrutturazione.

Implicazioni sanitarie e precedenti storici

La pericolosità del radon è legata alla sua capacità di emettere particelle alfa, che, se inalate, possono danneggiare il tessuto polmonare e aumentare il rischio di insorgenza di neoplasie, in particolare il carcinoma polmonare. Studi epidemiologici condotti in ambito locale hanno evidenziato correlazioni tra l’esposizione prolungata al radon e l’incidenza di patologie oncologiche, come nel caso dei militari della base del Monte Venda, dove si sono registrati numerosi casi di tumore.

Obblighi normativi e prospettive future

La normativa vigente impone l’obbligo di valutazione del rischio radon per tutte le nuove costruzioni e per gli edifici soggetti a ristrutturazione significativa. In tali casi, è necessario implementare soluzioni progettuali che garantiscano la riduzione delle concentrazioni di radon al di sotto dei limiti di riferimento. Inoltre, è prevista la classificazione dei territori in funzione del rischio radon, con l’obiettivo di orientare le politiche urbanistiche e sanitarie.

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