VANI INTERRATI E RADON: UN RISCHIO INVISIBILE DA NON SOTTOVALUTARE

Il radon è un nemico silenzioso, invisibile e inodore, ma potenzialmente pericoloso per la salute umana. Presente naturalmente nel suolo, questo gas radioattivo rappresenta una minaccia concreta soprattutto negli ambienti interrati e seminterrati, dove può accumularsi in concentrazioni elevate. In Italia, la sua presenza è diffusa su tutto il territorio, con variazioni significative a seconda della conformazione geologica locale.

Gli ambienti interrati sono particolarmente vulnerabili all’ingresso del radon. Questo accade per diversi motivi:

  • Depressione interna: l’interno degli edifici è spesso in depressione rispetto all’esterno, creando un effetto “aspirazione” che attira il gas dal suolo.
  • Vie di ingresso: il radon può infiltrarsi attraverso fessure nella platea di fondazione, pareti verticali, riprese di getto, interruzioni strutturali e scarichi.
  • Materiali da costruzione: anche alcuni materiali impiegati nella costruzione possono rilasciare radon.

Fattori che influenzano la concentrazione

La quantità di radon presente in un’abitazione dipende da molteplici fattori:

  • Tipo di terreno (granitico o vulcanico = maggiore rischio)
  • Permeabilità del suolo
  • Tecniche costruttive adottate
  • Abitudini di ventilazione degli ambienti
  • Presenza di uranio e radio nei materiali da costruzione

Classificazione del rischio

Secondo la Swedish Radiation Protection Authority, i terreni possono essere classificati in base alla concentrazione di radon nel suolo (misurata a una profondità di 0,8–1 metro):

Classe di rischioConcentrazione radon (Bq/m³)Tecniche costruttive consigliate
Alto> 50.000Fondazioni spesse e ventilate
Normale10.000 – 50.000Fondazioni senza fessure
Basso< 10.000Tecniche tradizionali

Sources:

Soluzioni per la protezione

Contrastare il radon è possibile, soprattutto se si interviene già in fase progettuale. Le strategie includono:

  • Barriere tra terreno e platea: installazione di membrane impermeabili e sigillature.
  • Sigillatura dei passaggi: chiusura di fessure, riprese di getto e scarichi.
  • Depressurizzazione del terreno: riduzione della pressione sotto la fondazione per limitare l’ingresso del gas.
  • Ventilazione forzata del vespaio: favorisce la dispersione del radon.
  • Impermeabilizzazione del pavimento: crea una barriera fisica contro l’umidità e il gas.
  • Aerazione costante degli ambienti: aiuta a diluire la concentrazione interna.

Limiti del vespaio areato

Il sistema del vespaio areato è spesso utilizzato per smaltire sia l’umidità che il radon. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla corretta ventilazione, idealmente con prelievo d’aria dal versante nord ed evacuazione sul versante sud, a quota superiore. Le difficoltà principali includono:

  • Assenza di fronti nord/sud disponibili
  • Strozzature causate dalle strutture di fondazione
  • Formazione di condensa per areazione insufficiente
  • Costi elevati per scavi e sottomurazioni

Alcune soluzioni

Una soluzione innovativa è oggi l’utilizzo di una membrana impermeabile idroreattiva che offre molteplici vantaggi:

  • Barriera vapore: elimina l’umidità di risalita
  • Barriera stagna: impedisce infiltrazioni d’acqua
  • Protezione dal radon: riduce sensibilmente la sua concentrazione
  • Minori costi: evita scavi e tracce sui muri
  • Sicurezza strutturale: garantisce ambienti asciutti e protetti, anche in sottofondazione

Il radon è un problema reale e diffuso, ma affrontabile con consapevolezza e soluzioni tecniche adeguate. Intervenire in fase progettuale o di riqualificazione è fondamentale per garantire la salubrità degli ambienti interrati.

Gli interessati alla qualifica di Esperto in interventi di risanamento gas radon possono scrivere a: info@tecnicieprofessione o telefonare a: 3355314139 – 3792362491

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