COME SI MISURA IL GAS RADON NEGLI EDIFICI CON I DOSIMETRI PASSIVI

Un dosimetro per il radon è uno strumento utilizzato per misurare la concentrazione di gas radon in ambienti chiusi, come abitazioni, scuole o luoghi di lavoro.

La misura del gas radon con dosimetri passivi è una tecnica semplice, economica e ampiamente utilizzata per valutare l’esposizione al radon in ambienti chiusi, come abitazioni, scuole, uffici o edifici pubblici. Ecco una guida operativa chiara e sintetica:

Cos’è un dosimetro passivo per il radon?

Un piccolo dispositivo che rileva il radon presente nell’aria senza bisogno di alimentazione elettrica. I più comuni sono:

  • Dosimetri a tracce nucleari (CR-39): registrano le tracce lasciate dal decadimento del radon.
  • Dosimetri a carbone attivo: assorbono il radon per un’analisi successiva in laboratorio.

Come funziona un dosimetro passivo

  • È una piccola scatola (circa 8×8×6 cm) con un polimero sensibile alle particelle alfa emesse dal radon.
  • Viene posizionato in ambienti abitati (es. soggiorno, camera da letto).
  • Dopo il periodo di esposizione, viene inviato a un laboratorio per l’analisi.
  • Il risultato è espresso in Bq/m³ (Becquerel per metro cubo), che indica quante disintegrazioni radioattive avvengono ogni secondo in un metro cubo d’aria.

Normativa di riferimento

  • In Italia nei fabbricati esistenti, il limite massimo raccomandato è 300 Bq/m³.
  • Dal 2025, il limite per le nuove costruzioni è di 200 Bq/m³.

Fasi operative per la misura

1. Scelta del tipo di dosimetro

  • CR-39: ideale per misure di lunga durata (da 1 a 12 mesi).
  • Carbone attivo: adatto per misure brevi (da 2 a 7 giorni), utile per screening iniziali.

2. Posizionamento

  • Collocare il dosimetro in ambienti abitati, preferibilmente:
    • In zone a rischio (piani bassi, seminterrati).
    • A 1–2 metri da terra, lontano da finestre, porte, fonti di calore o ventilazione.
    • Evitare l’esposizione diretta alla luce solare o all’umidità.

3. Durata dell’esposizione

  • Breve termine: utile per screening, ma soggetto a variazioni stagionali.
  • Lungo termine (minimo 3 mesi): raccomandato per valutazioni affidabili, preferibilmente in stagione fredda (ottobre–aprile).

4. Registrazione dei dati

  • Annotare:
    • Data e ora di inizio e fine esposizione.
    • Posizione esatta del dosimetro.
    • Eventuali condizioni ambientali (ventilazione, riscaldamento, ecc.).

5. Ritiro e invio al laboratorio

  • Sigillare il dosimetro secondo le istruzioni del produttore.
  • Spedirlo al laboratorio accreditato per l’analisi.

6. Interpretazione dei risultati

  • I valori sono espressi in Bq/m³ (becquerel per metro cubo).
  • In Italia, la soglia di riferimento è 300 Bq/m³ (D.Lgs. 101/2020).
  • Se i valori superano la soglia, si raccomandano interventi di mitigazione (ventilazione, sigillatura, bonifica).

Consigli pratici

  • Effettuare la misura in più ambienti per una valutazione completa.
  • Ripetere la misura in stagioni diverse per confrontare i dati.
  • Conservare i risultati per eventuali verifiche o comunicazioni agli enti competenti.

Gli interessati alla qualifica di Esperto in interventi di risanamento gas radon possono scrivere a: info@tecnicieprofessione o telefonare a: 3355314139 – 3792362491

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.