IL GAS RADON UNA FORMAZIONE CONTINUA PER I TECNICI DELL’EDILIZIA

Il gas radon, sostanza radioattiva naturalmente presente nel sottosuolo, è riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio per la salute nei luoghi chiusi. La sua presenza può rappresentare una minaccia silenziosa per la popolazione, in particolare nelle aree geografiche soggette a maggior concentrazione. In questo scenario, la figura del geometra si distingue per competenza e impegno nella definizione di soluzioni progettuali e tecniche volte alla riduzione del rischio.

L’entrata in vigore del Piano Nazionale Radon e l’adeguamento alle direttive europee impongono un approccio multidisciplinare e integrato, che coniuga risanamento edilizio, efficienza energetica e miglioramento della qualità dell’aria indoor. Le Regioni italiane, in sinergia con i Collegi professionali e le
istituzioni sanitarie, stanno promuovendo programmi di monitoraggio, interventi correttivi e attività formative destinate ai tecnici del settore.
In tale contesto, numerosi Collegi dei Geometri stanno attivando corsi specialistici e iniziative di aggiornamento professionale. Di particolare rilievo l’attività del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Torino, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Donne Geometra, da tempo impegnata sui temi della sostenibilità ambientale. L’evento, patrocinato dal Consiglio Nazionale, ha coinvolto esperti di riferimento come il dott. Enrico Maria Chiaberto (ARPA Piemonte) e Rosabianca Trevisi (INAIL), evidenziando la volontà della categoria di operare in sinergia con enti di ricerca e istituzioni pubbliche.
Il presidente CNGeGL Paolo Biscaro, intervenuto nel corso dell’incontro, ha sottolineato il ruolo strategico dei geometri nella promozione di una cultura della prevenzione, valorizzando l’integrazione tra normativa,
progettazione sistemica e sostenibilità.
La presidente del Collegio di Torino, Luisa Roccia, ha ribadito l’importanza di consolidare le competenze
tecniche e normative per affrontare con efficacia le sfide sanitarie ed ambientali future.
L’iniziativa ha registrato un’ampia adesione da parte di geometri provenienti da diverse regioni italiane, a
conferma dell’interesse della categoria verso temi di rilevanza pubblica e dell’impegno costante nel garantire la sicurezza e il benessere della collettività.
La presenza di gas radon sul territorio nazionale, legata alla conformazione geologica e alla permeabilità del suolo, impone una gestione consapevole del rischio radiologico negli ambienti confinati.

Il legislatore, consapevole del potenziale impatto sanitario, ha attribuito la competenza tecnica a geometri, architetti, ingegneri e periti edili, demandando a tali figure professionali il compito di individuare, mitigare e risanare le criticità presenti negli edifici esistenti.
Le normative regionali, in attuazione del quadro nazionale e della Direttiva Euratom 2013/59, introducono
obblighi precisi per la valutazione e la gestione del rischio radon nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione agli edifici scolastici, sanitari e residenziali. In tale contesto, il Piano Nazionale Radon promuove un approccio progettuale integrato: le opere di efficientamento energetico devono essere affiancate da interventi di bonifica e da soluzioni per il miglioramento della qualità dell’aria interna, al fine di tutelare la salute degli occupanti.
La normativa evidenzia come la salubrità degli ambienti costruiti rappresenti una priorità strategica, con
ricadute dirette sulla prevenzione delle patologie polmonari e sulla promozione del benessere abitativo. La sinergia tra competenze tecniche e disposizioni legislative costituisce il fulcro di una nuova cultura della progettazione orientata alla sostenibilità e alla sicurezza.

Gli interessati alla qualifica di Esperto in interventi di risanamento gas radon possono scrivere a: info@tecnicieprofessione o telefonare a: 3355314139 – 3792362491

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