GAS RADON QUALI SONO I VALORI DELLE CONCENTRAZIONI PERICOLOSE NEGLI EDIFICI

Tra gli elementi chimici presenti nelle nostre abitazioni e potenzialmente pericolosi per la salute c’è il radon che provoca il cancro del polmone.

La normativa prevede concentrazioni massime di 300 Bq/mc oltre le quali è facile contrarre il cancro del polmone

Il radon è un elemento chimico naturale che si trova nel suolo: fa parte della famiglia dei gas nobili, deriva dal decadimento nucleare del radio, derivato a sua volta da quello dell’uranio.

Una delle caratteristiche principali del radon è la radioattività. Infatti, come molti altri gas, è in grado di spostarsi agevolmente fra gli interstizi del terreno, risalire in superficie ed entrare all’interno delle abitazioni o qualsiasi altro edificio, dove può raggiungere concentrazioni elevate e diventare così pericoloso.

È generato principalmente da alcune rocce della crosta terreste come tufi, lave e graniti. È otto volte più pesante dell’aria. Questo gas radioattivo di per sé non è propriamente nocivo. La sua pericolosità è legata agli elementi “figli”, cioè ad elementi che derivano dal suo decadimento ed emettono particelle alfa. Questi prodotti del decadimento nucleare, essendo elettricamente carichi, si attaccano al pulviscolo presente nell’aria, che viene inalato mediante la respirazione e depositato nei tessuti polmonari, in particolare nell’albero bronchiale.

A causa del radon in Italia muoiono all’incirca 3.500 persone all’anno, con una forbice che può arrivare fino alle 6.000 unità: una strage silenziosa.

La radioattività del radon si misura in Becquerel (Bq). Un Becquerel corrisponde alla trasformazione di un nucleo atomico al secondo e la sua concentrazione nell’aria si esprime in Bq/metro cubo, indicando così il numero di trasformazioni al secondo che avvengono in un metro cubo d’aria. Sulla sua pericolosità, gli esperti concordano: il rischio maggiore è legato all’inalazione.

Se respirato in quantità eccessive o per periodi prolungati, può causare gravi danni alla salute: infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso l’International Agency for Research on Cancer (IARC), già dal 1998 ha classificato questo elemento come appartenente al gruppo 1 delle sostanze cancerogene per l’essere umano.

Le concentrazioni di radon negli edifici possono essere anche molto diverse: ciò dipende da una serie di parametri. Il primo, ad esempio, è il livello di fratturazione delle rocce: all’interno di rocce compatte il radon rimane imprigionato, mentre in quelle fratturate può muoversi liberamente.

Può inoltre essere veicolato da acque contaminate, direttamente o attraverso i suoi predecessori (uranio e radio), che decadendo lo liberano nel terreno. Il secondo parametro è la permeabilità del suolo: più è permeabile, più è facile che il radon riesca ad arrivare in superficie, attraverso correnti d’aria o fuoriuscita di acqua.

Al contrario un terreno compatto, ad alta presenza di limo e argilla, può costituire una forte barriera alla sua diffusione. Altri parametri da prendere in considerazione sono le variazioni di temperatura e di pressione dell’aria tra l’interno e l’esterno degli edifici, che provocano oscillazioni stagionali e giornaliere delle concentrazioni di radon.

Di solito queste concentrazioni sono più elevate in inverno e durante la notte. Le infiltrazioni nelle abitazioni possono avvenire in diversi punti, come: crepe e giunti in pavimenti e pareti, fori di passaggio dei cavi, tubazioni e fognature; pozzetti ed aperture di controllo; prese di luce ed altre aperture nelle pareti delle cantine, ascensori, camini, montacarichi; componenti costruttivi permeabili come solai in legno, laterizi forati, muri in pietra e simili.

È presente soprattutto nei locali a diretto contatto col suolo, come cantine, taverne, garage e terme, ma per l’effetto camino può raggiungere anche i piani alti.

Il Decreto legislativo n.101/2020 prevede che per le nuove costruzioni non dovranno essere superati i 200 Bq/m3 a partire dal 1.1.2025. Per gli edifici esistenti e tutti i luoghi di lavoro sono previsti 300 Bq m3.

Le azioni di bonifica

Una volta accertata la presenza di radon, attraverso appositi dosimetri con il supporto di un tecnico qualificato, è possibile intervenire in vari modi per ridurne la pericolosità.

Tra le azioni di rimedio che è possibile porre in essere ci sono: depressurizzazione del terreno e aerazione degli ambienti; impermeabilizzazione del pavimento; aspirazione dell’aria interna, soprattutto in cantina e in garage; pressurizzazione dell’edificio; sigillatura di crepe e fessure; isolamento di porte comunicanti con le cantine.

I costi di bonifica, in base al livello di concentrazione del gas e alla struttura dell’edificio, possono oscillare tra i 500 e i 3.000 euro. Il metodo più efficace ed immediato per ridurre la concentrazione di radon nell’aria – metodo comunque provvisorio e d’inverno anche dispendioso – è arieggiare correttamente l’abitazione.

Come contattare un tecnico qualificato

Puoi contattare un tecnico specializzato per le azioni di rimedio antiradon: la legge ha stabilito che possono agire i geometri architetti e ingegneri iscritti all’albo che siano in possesso di un apposito attestato di qualifica conseguito dopo la partecipazione ad un corso universitario dedicato di 60 ore. (Chiedi sempre che il tecnico esibisca il suo attestato, per evitare eventuali truffe). Per contattarne uno clicca qui

Per informazioni su come diventare un esperto in interventi di risanamento gas radon scrivi a: info@tecnicieprofessione.it

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