LE CONCETRAZIONI DI RADON NEGLI EDIFICI VANNO RIDOTTE PER LA SALUTE

Ci sono molti modi per ridurre il livello di radon della tua casa. Il metodo più comune è la depressurizzazione attiva del suolo (ASD), tipicamente eseguita da un professionista.

L’esposizione al radon è legata a circa il 16% dei decessi per cancro ai polmoni ed è la seconda causa di cancro ai polmoni. Il radon è un gas che proviene dal terreno ed entra in casa senza poter essere, annusato: è infatti inodore, incolore e insapore.

Il rischio di esposizione al radon è a lungo termine e dipende da 3 fattori:

  1. le concentrazioni di radon:
  2. il tempo di esposizione.

Le persone che fumano e sono esposte a livelli elevati di radon hanno un rischio significativamente aumentato di sviluppare il cancro ai polmoni.

Gli effetti più dannosi del radon non sono però dovuti al radon in sé, bensì dai suoi “prodotti di decadimento”, cioè ad altri elementi radioattivi non gassosi generati dal radon che, attaccandosi al particolato atmosferico presente in ogni ambiente, entrano facilmente in profondità nell’apparato respiratorio irraggiando in particolare le cellule dei bronchi.

Difendersi dal radon è relativamente semplice, grazie alla sua volatilità, vale a dire alla sua capacità di disperdersi rapidamente e facilmente nell’aria, è possibile tutelarsi. Ragion per cui la prima prevenzione per combattere questo gas è la costante areazione dei locali nei quali è riconosciuta la sua presenza

Stimare la presenza o la concentrazione di questo gas negli ambienti domestici o di uso quotidiano come le scuole o i luoghi di lavoro, soprattutto se interrati – dove di norma si trova maggiormente – non è semplice poiché le concentrazioni possono variare sia da spazio a spazio (anche tra edifici vicini) sia nel tempo, tra giorno e notte, estate e inverno e tra diverse condizioni meteorologiche.

A causa di queste fluttuazioni, per avere una valutazione attendibile del quantitativo medio di radon presente nell’aria di un ambiente, è necessario procedere a una misurazione per un periodo prolungato, di qualche mese almeno. L’ideale sarebbe procedere a una misurazione su base annuale, effettuandola con appositi strumenti (dosimetri passivi) in grado di registrare le tracce delle radiazioni emesse, proporzionali alla concentrazione del gas nell’ambiente.

Una volta quantificata la presenza del radon, a seconda del risultato ottenuto, si potrà valutare l’opportunità di procedere alla mitigazione.

La recente normativa fissa come limite, sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro, un valore medio annuale di 300 Bq/m3 (Becquerel al metro cubo).

Anche se non è possibile eliminare del tutto il radon dagli ambienti in cui si vive (tracce di questo gas sono comunque sempre presenti anche nell’atmosfera libera), è però possibile ridurne la concentrazione al di sotto dei limiti di legge attuando dei semplici interventi edilizi sulle abitazioni esistenti o adottando criteri anti-radon in stabili di nuova costruzione.

Per valutare la presenza del Gas Radon rivolgiti ad un tecnico esperto in interventi di risanamento, munito di idoneo attestato di qualifica. Per metterti in contatto con uno vicino alla tua zona clicca qui

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